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Cinema CAPITOL Multisala - Via Roma, 18 - Sermide (Provincia di Mantova) c.a.p. 46028 - tel. 0386 960375

SALA 1 SALA 2 GIOVEDI' DI QUALITA' CONTATTI
 
 

Programmazione Unica:

 
 

" Caramel "

Caramel


giovedì 17 Aprile - ore 21,15

 
     
 

Locandina

  Scheda film    
 
 

Regia:

Nadine Labaki

Attori:

Nadine Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad, Aziza Semaan, Fatme Safa, Dimitri Stancofski, Fadia Stella, Ismail Antar.
Sceneggiatura:   Rodney El Haddad, Jihad Hojeily, Nadine Labaki
Produzione: Les Films des Tournelles, Les Films de Beyrouth, Roissy Films, Sunnyland
Paese: Libano, Francia 2007
Distribuzione: Lady Film
Uscita: 21 dicembre 2007
Durata:  

95' minuti ( 1 ora e 35 minuti )

Sito internet:

www.ladyfilm.it

www.bacfilms.com/site/caramel

 
     
 

Foto

  Trama film    
 
 
   
 

A Beirut alcune donne lavorano in un istituto di bellezza.

In quel microcosmo colorato e pieno di sensualità, donne di diverse generazioni, parlano di loro stesse, si scambiano confidenze e si raccontano le loro storie.

C'è Layale, che è innamorata di Rabih, un uomo sposato; Nisrine, una giovane musulmana che sta per sposarsi ed è angosciata perché la prima notte di nozze suo marito scoprirà che lei ha già perduto la verginità; Rima che non riesce ad accettare di essere attratta dalla donne; ed infine la vicina di negozio, la sarta Rosa, che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella maggiore.

   
 

Recensione film

 
   
 

Una vorrebbe essere francese e sta per diventare una moglie musulmana con verginità recuperata; un’altra vorrebbe essere una donna sposata ma con l’uomo sbagliato che una moglie ce l’ha già e non intende lasciarla; un’altra ancora vorrebbe solo essere giovane e si ammazza tra interventi inutili, provini improbabili e mestruazioni simulate.

E, poi, c’è l’anziana sarta che ha dedicato una vita alla sorella matta e, a un passo da un amore possibile, si ritrae rassegnata, e la giovane che sogna solo le donne e la sposata bellissima che non sogna e basta, almeno finché non incontra la shampista dalle mani dolci.

Siamo a Beirut ma in un microcosmo tutto femminile. Siamo in una salone di bellezza.

Siamo in mezzo al “Caramel” che dà il titolo a questo film d’esordio della regista-attrice Nadine Labaki e il caramel è la ceretta depilatoria tipicamente mediorientale a base di zucchero, limone e acqua bollente: attorno al caramel tutto ruota e tutto avviene, tra chiacchiere, incontri, scontri e rivelazioni.

Tutto sulle donne a Beirut, insomma, partendo dalle operazioni toglirughe alle operazioni di cucitura che “ridanno” la verginità ma arrivando molto lontano, a dirci di un Libano che, come dice la Labaki, “sembra un paese aperto ed emancipato ma, dietro la facciata, le donne sono costrette a sottostare a molti vincoli per il continuo timore delle tradizioni e dell’educazione” e delle donne libanesi che “sono ossessionate dal loro aspetto, in cerca della loro identità tra Occidente e Oriente, continuamente intimorite dal fare qualcosa che non dovremmo fare e con l’idea fissa di doverci sacrificare per genitori, marito e famiglia”, in questo delizioso film presentato al Certain Regard dello scorso festival di Cannes e ora in corsa, con bandiera libanese, per l’Oscar assegnato al film in lingua straniera.

Lei, la bella Nadine Labaki ( a Roma per la presentazione del film) giura di aver imparato “dalla televisione e dai film visti in tv quando ero giovanissima e in Libano non si poteva uscire per strada ma anche dal cinema dove ho amato gli italiani come Fellini o gli americani come Woody Allen, anche se io voglio sperimentare con il mio cinema e non rifarmi a qualcuno. Soprattutto cerco di fare un cinema vicino alla realtà, in cui facilmente lo spettatore possa identificarsi e questa è anche la ragione per cui ho voluto quasi tutti attori non professionisti che, sia pure sotto le mie direttive, raccontano molto se stessi, per questo ho mostrato solo la realtà, senza inventare nulla, la gente oggi a Beirut vive così, mescolandosi, cristiane e musulmane e con qualche poliziotto che può toglierti le multe perché è innamorato di te e qualche soldato che magari ti chiede i documenti perché indugi troppo per strada, sotto casa della fidanzata, a chiacchierare”.

Così, tra chiacchiere su sesso e maternità, cerette e bigodini, manicure, spazzole e caramello, la Labaki ci rimanda un’immagine inedita di un Libano troppo dimenticato, per di più in odore di donna e in forma di commedia.

E senza le titubanze che da un’esordiente, per di più impegnata dietro e davanti la macchina da presa, ci si aspetterebbe.

E commenta: “Ho esitato a lungo prima di farlo. E poi sentivo intorno a me tanta voglia della gente di vedere film girati in Libano e in libanese, cosa che il successo del film mi ha confermato, e così mi sono buttata”.

Anche nel futuro e nella speranza di un futuro diverso, oltre la guerra che in questo film manca.

Peccato che la guerra è ricominciata appena finite le riprese di questo film: “Ho pensato che sarei potuta sfuggire ma la realtà della guerra mi ha raggiunta. Eppure, nonostante le tensioni che oggi di nuovo ci sono in Libano, io voglio che il film mandi un messaggio di convivenza tra religioni ed etnie, pacifica e a portata di mano”.


 
         
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