Hilary Swank, Richard Gere, Ewan McGregor, Virginia Madsen, Mia Wasikowska, Christopher Eccleston, Joe Anderson, Aaron Abrams, Mark Caven, Ryann Shane, Dylan Roberts, William Cuddy
Sceneggiatura:
Ronald Bass
Produzione:
AE Electra Productions, Avalon Pictures, Fox Searchlight Pictures
Dopo essere stata la prima donna a sorvolare l'Atlantico, Amelia si trova catapultata nel ruolo per lei nuovo di eroina americana. Eppure, nonostante la fama raggiunta, la determinazione a flirtare con il pericolo e il desiderio di mettersi alla prova non vengono mai meno.
Amelia è stata fonte d'ispirazione per tante persone, dalla First Lady Eleanor Roosevelt agli uomini che più le sono stati vicini: il marito, il magnate della stampa e suo fermo sostenitore George P. Putnam, e il vecchio amico nonché amante, il pilota Gene Vidal.
Nell'estate del 1937, Amelia intraprende la missione più difficile della sua vita: il volo in solitaria intorno al mondo, che lei e George attendevano con ansia di compiere, consapevoli che, qualunque fosse stato l'esito, il viaggio avrebbe suscitato un clamore eclatante e sarebbe stato argomento di discussione per molti anni.
Recensione
film
La realzizzazione di film biografici, spesso nati per raccontare l’esistenza straordinaria di personalità uniche, grandiose o controverse, nasconde sempre un’insidia: quella di elencare avvenimenti e periodi di vita del protagonista secondo una sequenza non solo lineare ma anche didascalica.
Amelia, diretta dalla regista indiana Mira Nair, ormai di casa a Hollywood e ben interpretato da un cast di stelle come Hilary Swank, Richard Gere e Ewan Mc Gregor, non sfugge a tale prevedibile rischio, incappando in una serie di scene e sequenze stiracchiate e inevitabili, prive di una forza emotiva propria e indipendente.
Senza nulla togliere all'interesse suscitato da una vita avvincente, quella della celebre aviatrice americana Amelia Earhart, intraprendente, coraggiosa e avventuriera, ci sembra doveroso sottolineare come una sceneggiatura più attenta ai personaggi e meno interessata all'elenco dei fatti, avrebbe potuto favorire una maggiore immedesimazione dello spettatore, un coinvolgimento più forte e diretto; tra l'altro un montaggio troppo serrato, incapace di soffermarsi a lungo sui volti e sugli sguardi, ha accentuato il carattere narrativo e meno introspettivo del film.
La storia procede scorrevole ma mette troppa carne al fuoco, per cui alcuni momenti della vita della protagonista tra cui avvenimenti importanti e decisivi (in particolare la decisione di attraversare da sola l'Atlantico) scorrono velocemente, in modo quasi superficiale, non consentendo di cogliere il pathos di una donna decisa a tutto, anche alla morte, pur di mettersi in gioco e sfidare se stessa, seguendo la propria smisurata passione per il volo.
La scena finale è l'unica che riesce a creare una tensione palpabile e a rivalutare in qualche modo il giudizio complessivo sul film. Forse porre l'accento sul rapporto tra Amelia e le donne che videro in lei un esempio e una guida avrebbe garantito una visione più originale, soprattutto più utile a spiegare perché a distanza di decenni la leggendaria aviatrice americana sia ancora un modello di intraprendenza e coraggio femminile in tutto il mondo.